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Utilizzo responsabile della figura femminile

21 aprile 2011

Si chiama “Manifesto per l’utilizzo responsabile della figura femminile in pubblicità”, ed è l’Associazione Pari O Dispare, con la presidenza onoraria di Emma Bonino, che sta portando avanti il progetto.

Proprio stamane, ore 11, a Milano presso la Fondazione Cariplo, abbiamo visto i primi frutti di un impegno partito lo scorso 19 gennaio al Senato e che, nel tempo record di due mesi, ha raccolto le adesioni di parecchie corporation. Evidentemente, anche loro, sensibilizzate, convinte e partecipi di una rappresentazione femminile sempre più tragicomica, all’interno dei media, e nello specifico,in pubblicità.

Di cosa tratta esattamente il manifesto? E’ una carta articolata e specifica che si sottopone alle aziende per chiedere, fondamentalmente, di rispettare la figura femminile all’interno di cartellonistica, claim, pubblicità televisiva e comunicazione interna. In linea più generale, si chiede di aderire a un’idea di società in cui, per vendere prodotti, non sia necessario mostrare, anche quando le donne non c’entrano proprio nulla, i corpi e le curve e le facce ammiccanti.

L’obiettivo è di ottenere, nel corso del 2011, l’adesione delle migliori aziende che operano in Italia. Ce la faranno? Speriamo di sì! Di certo sappiamo quali sono le aziende che hanno già dato un consenso. Per esempio, quelle che parteciperanno all’incontro e le loro rappresentanti: Enza Goia di Agos Ducato, Filippo de Caterina di L’Oreal, Roberta Cocco di Microsoft Italia, Margherita Maccapani Missoni di Missoni, Bibiana Ferrari di Relight e Alessandra Perrazzelli, presidente di Valore D.

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Non portò Ruby ad Arcore

18 aprile 2011

Non è stata Nicole Minetti a portare Ruby, allora minorenne, nella residenza di Silvio Berlusconi ad Arcore la sera del 14 febbraio 2010. Lo sostiene lei stessa in una memoria difensiva di 12 pagine che il suo avvocato, Daria Pesce, ha  presentato ai pm milanesi che indagano sulla vicenda. Il legale sostiene anche  che la consigliera regionale del Pdl non era presente al concorso di bellezza a  Taormina dove, secondo l’accusa, iniziò l’induzione alla prostituzione di Ruby  da parte di Emilio Fede. La memoria difensiva della Minetti è di fatto una presa
di distanze dallo stesso Fede e da Lele Mora che sono indagati assieme a lei.

Nella vicenda, l’impresario dei vip, il direttore del Tg4 e l’ex igienista dentale sono chiamati a rispondere di induzione e sfruttamento della
prostituzione, anche minorile per 32 ragazze – con l’aggiunta di Karima el  Mahroug detta Ruby, allora minorenne – reclutate per le cosiddette feste di  Arcore. L’indagine ruota attorno alla giovane marocchina, che venne fermata per  furto la notte tra il 27 e il 28 maggio scorsi, poi rilasciata dopo una telefonata alla questura da parte del premier Silvio Berlusconi e affidata alla consigliera regionale del Pdl. Un affidamento durato in realtà solo pochi minuti, perchè poi Ruby fu poi «consegnata» alla brasiliana Michele Conceicao. Da questo procedimento è stata stralciata la posizione del presidente del  Consiglio Silvio Berlusconi, il cui processo con rito immediato con l’imputazione di prostituzione minorile è iniziato il 6 aprile davanti al Tribunale di Milano.

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La Francia vieta Burqa e Niqab

11 aprile 2011

Entra in vigore oggi in tutti i luoghi pubblici della Francia la legge che proibisce di indossare il velo integrale islamico, e cioè burqa e niqab. Ed è già polemica. Decine di donne col velo sono state fermate davanti alla cattedrale di Notre-Dame e ad Avignone una musulmana ha sfidato il governo salendo su un treno. La Francia è il primo paese europeo ad applicare un divieto di questo tipo. La legge – adottata dal parlamento francese l’11 ottobre 2010 dopo un acceso dibattito – riguarda circa meno di duemila donne, in un paese che, secondo le stime, conta tra i quattro e i sei milioni di persone di fede musulmana.

Secondo la normativa, da oggi sarà vietato coprirsi il volto con un velo, un casco o una maschera negli spazi pubblici, che comprendono strade, giardini pubblici, stazioni e negozi, altrimenti si dovrà pagare una multa. Le forze dell’ordine non hanno tuttavia il potere di levare il velo alle persone che si oppongono, ma queste ultime incorreranno in una sanzione massima di 150 euro o in un corso di educazione civica. Gli uomini che obbligheranno una donna a portare il velo da oggi in poi rischiano un anno di prigione e 30mila euro di multa.

In strada la sfida delle donne è già partita. A Parigi la polizia ha fermato una ventina di donne velate che partecipavano a una manifestazone davanti alla cattedrale di Notre Dame contro il divieto di indossare il velo islamico nei luoghi pubblici. I fermi sono stati in tutto 59, tra i quali 19 donne con il velo, e seono scattati dopo che la polizia aveva tentato di interompere la manifestazione, che non era autorizzata. Una musulmana di 32 anni di Avignone, nel sud del Paese, ha sfidato la nuova normativa salendo su un treno con indosso il niqab. “Sono stata invitata a partecipare a una trasmissione televisiva alla quale sto andando ed è l’11 aprile, giorno in cui entra in vigore la legge contro il velo integrale”, ha spiegato Kenza Drider, 32 anni, volontaria di un’associazione. “E’ una legge che offende i miei diritti di europea, non faccio che difenderli: cioè la mia libertà di andare e tornare, la mia libertà religiosa”, ha dichiarato la 32enne circondata da giornalisti alla stazione di Avignone, da dove ha preso un treno per Parigi. “Questa legge viola il diritto”, ha insistito la donna madre di quattro figli che vive ad Avignone. “Secondo questa legge, mia moglie dovrebbe restare chiusa a casa, lo trovate normale? Non capisco questa cosa nel paese dei diritti umani”, ha aggiunto il marito Allal Drider, che la accompagnava alla stazione.

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Uccide la moglie e si costituisce

6 aprile 2011

Un carabiniere ha ucciso la moglie nella tarda mattinata di oggi a Baricella, in provincia di Bologna. L’omicidio è avvenuto in un’abitazione di via Savena vecchia. Subito dopo il delitto il militare, che lavora in mensa presso l’ufficio comando di Bologna, ha tentato la fuga, ma poi si è costituito a Faenza. L’omicidio è stato scoperto intorno alle 11.30. Dopo aver sfondato la porta d’ingresso dell’abitazione in cui è stato commesso il delitto, i carabinieri hanno trovato il cadavere della donna riverso per terra. Accanto c’era un martello, forse l’arma del delitto. La coppia ha una figlia di 3 anni che però non era presente in casa in quanto affidata ad amici.

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Violenta moglie e figli

6 aprile 2011

E’ accusato di aver abusato per oltre un anno della figlia che ha ora sette anni. Antonio F., 45 anni, dipendente di un negozio di ferramenta di Milano, è stato arrestato con l’accusa di violenza sessuale continuata perché gli abusi si sono ripetuti dal 2009 al 2010. L’uomo, pregiudicato per maltrattamenti famigliari, ha altri due figli di 10 e 15 anni e altri due più grandi, avuti da una donna dalla quale si è separato. La vicenda è venuta alla luce grazie alla testimonianza dei fratelli più grandi, che hanno confermato le violenze, e grazie alle dichiarazioni di un’amica di famiglia. Sembra che l’uomo fosse solito picchiare i figli utilizzando un mestolo o un manico di scopa. Alla figlia, che era vittima degli abusi soprattutto nel periodo estivo, quando era affidata al padre dopo la rottura del matrimonio, l’uomo faceva anche vedere film pornografici. Gli agenti della Squadra mobile l’hanno arrestato nel negozio di ferramenta in cui lavora. Al momento dell’arresto non ha detto una parola.

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Il leghista mi ha detto ‘zitta, handicappata del c..zo’

1 aprile 2011

Ileana Argentin, deputata Pd impossibilitata ad usare le mani, insultata da un deputato del Carroccio. L’intervento in Aula del finiano Italo Bocchino su quanto sta accadendo in queste ore alla Camera viene applaudito da tutti i deputati delle opposizioni. Anche dall’assistente della parlamentare Ileana Argentin visto che l’esponente Democratica non puo’ usare le sue mani perche’ disabile.

HANDICAPPATA DEL C..ZO Cosi’ il deputato del Pdl Osvaldo Napoli si alza dal suo banco e corre verso la parte sinistra dell’emiciclo, dove siede abitualmente l’Argentin, per ammonire con tanto di indice alzato il suo assistente. ‘Tu – avrebbe detto il berlusconiano rivolgendosi al giovane Francesco – non ti devi permettere di battere le mani hai capito?’. Dal Pd si alza un coro di proteste contro Napoli che intanto torna al suo posto. Ma durante la bagarre, dai banchi della Lega, racconta la diretta interessata, proprio quando lei sta per prendere la parola e spiegare al presidente della Camera l’accaduto, parte il grido ‘Falla stare zitta quell’handicappata del cazzo!’.

A chi le stava accanto e’ sembrato che l’insulto fosse arrivato da Massimo Polledri, tanto che Fini invita il parlamentare del Carroccio a scusarsi con la collega del Pd. Lui smentisce e dice di aver detto solo ‘Ha ragione!’ riferendosi a Osvaldo Napoli. E questa e’ anche la frase che risulta dai verbali dell’Assemblea. Numerosi testimoni oculari del Pd pero’ confermano l’insulto. L’Argentin comunque va avanti e spiega che per colpa della sua malattia deve per forza usare le mani di qualcun altro per applaudire. ‘Se io desidero applaudire qualcuno dell’opposizione – spiega nel suo intervento – lo faccio quando voglio e lo faccio con le mani di chiunque’, afferma. Tutti i parlamentari del centrosinistra le tributano un lungo e caloroso applauso.

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Violentava una bambina di 9 anni

28 marzo 2011

In un paese della provincia di Viterbo un uomo di 40 anni è stato arrestato la scorsa notte dagli uomini della squadra mobile di Viterbo con l’accusa di violenza sessuale aggravata e continuata nei confronti di una bimba di nove anni, figlia della sua convivente. Le violenze erano iniziate tre anni fa, quando la piccola aveva solo sei anni. Nei confronti dell’uomo, al termine delle indagini condotte dalla sezione contro i reati sui minori della questura di Viterbo, è stata emessa un’ordinanza di custodia cautelare in carcere.

La segnalazione alla polizia è arrivata una ventina di giorni fa da un centro antiviolenza che aveva appurato il disagio della bambina. Secondo quanto emerso durante le audizioni protette della piccola, con il supporto di esperti del centro antiviolenza, psicologi e assistenti sociali, la bambina subiva abusi da almeno tre anni. La piccola, figlia del primo matrimonio di una donna di 40 anni dell’est Europa, in un racconto definito «drammatico» dagli investigatori ha riferito che gli abusi avvenivano quando la mamma era al lavoro e lei si trovava da sola in casa con l’uomo. La bambina, che adesso è con la mamma, continua ad essere seguita dal centro antiviolenza e dagli assistenti sociali.

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